venerdì 30 ottobre 2009

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venerdì 16 ottobre 2009

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martedì 13 ottobre 2009

lunedì 12 ottobre 2009

venerdì 9 ottobre 2009

Crabs a Bucci

Il basket riminese si appresta a vivere una svolta epocale: il cambio al vertice dei Crabs dal padre padrone Adriano Braschi al vincentissimo ed ultra cestista Alberto Bucci.
Mentre scriviamo siamo tutti in attesa del bonifico che va a ripianare parte dei debiti contratti dalla Basket Rimini Srl (la seconda tranche seguirà a breve), quanto richiesto dalla vecchia proprietà per il subentro della nuova, dopo di ché l’assemblea dei soci metterà la parola fine alla maggioranza detenuta dalla public company Rimini Sport Srl nella maggiore società del basket riminese.
Una avventura che inizia sotto i migliori auspici, con una società bene avviata nel campionato (ma Bucci non esclude un rinforzo in corso d’opera, soprattutto se coach Sacco troverà l’amalgama giusta per un gruppo di buone potenzialità) e con una proprietà che ha voglia di fare bene affidandosi ad un uomo di grande esperienza e capacità che conosce il basket come pochi altri in Italia: Bucci è una delle figure di spicco del basket nazionale insieme a Dan Peterson, Dino Meneghin e Valerio Bianchini. Proprio Bucci è intervenuto con parole di elogio per l’iniziativa Marr superstar, 25° anniversario che ha riesumato una passione evidentemente mai sopita per quella squadra d’altri tempi.
Ne parliamo con Teto Gambetti (il suo vero nome, mai usato è Adalberto) Presidente del Comitato che ha organizzato l’impresa.
Gambetti si è detto di tutto e di più di questa iniziativa che ha avuto una sorta di snow ball effect cioè la palla di neve che diventa valanga. Quando avete iniziato a capire che la cosa stava esplodendo?
“Sì devo ammettere che tutto è nato dal feeling per il nostro amico Gig Sims, dalla passione di Nicola (il figlio di Teto, N.d.r.) e dall’entusiasmo di pochi, poi a mano a mano ci siamo ritrovati in una situazione altalenante con i tifosi storici che ci incoraggiavano e con le realtà ‘istituzionali’ più scettiche perché giustamente memori della freddezza riminese verso il passato. Lo spartiacque è stato il blog fans club, da lì abbiamo capito che le nostre emozioni erano state metabolizzate da tantissima gente, anche se il risultato è stato di gran lunga più grande delle nostre aspettative”.
Come era secondo lei il rapporto di quella squadra con la città?
“E’ un rapporto irripetibile e smentire questa mia affermazione è la sfida di chi dirige la pallacanestro riminese oggi. E’ vero, allora il basket era più facile, si pensi solo che i giocatori erano tutti italiani e che li incontravi facilmente, gli stranieri erano solamente due costretti a confrontarsi con l’ambiente locale, persino avere come nono, decimo, undicesimo e dodicesimo dei riminesi nati e cresciuti a Rimini era un segno di continuità tranquillizzante. Quello di oggi è un basket che si rimescola continuamente e finisce per frullare anche le emozioni. Faccio un confronto tra quella Marr e quella altrettanto importante fatta con i nostri giovani delle classi '71 e '72 (Myers, Ruggeri, Semprini, Ferroni N.d.r.).Quella del 91-92 era una compagine più tecnica, con maggiore talento, curiosamente allenata sempre da Pasini. Quella dell’83-84 aveva una grande qualità umana, dimostrata ad esempio nel quadrato che la squadra fece attorno a Gig Sims. Questo fare quadrato si è poi allargato a tutto il pubblico. L’ho capito sabato 12 settembre al Flaminio, quelli della mia generazione che erano sugli spalti a vedere Cecchini e soci avevano gli occhi lucidi per l’emozione”.
Ci dica quale è secondo lei il rapporto della città con il basket.
“Guardi, io mi sono avvicinato al basket con mio figlio perché incominciò a giocare, poi sono stato coinvolto in quel periodo magico, negli ultimi dieci anni ho mollato vedendo la pallacanestro da lontano. Ci siamo accorti tutti che sotto la cenere arde la brace della passione, occorre trovare gli argomenti giusti per fare tornare a divampare il fuoco. A parte qualcuno più distaccato tutti si sono appropriati dell’evento. Anzi un ringraziamento doveroso va a German Scarone che nonostante avesse disputato una partita intera, è rimasto con noi da vero riminese, giocando e dimostrando di essere un grande capitano e difatti la gente del basket lo ricambia. L’alchimia giusta è quella e va trovata, la rievocazione dei ricordi collettivi può essere molto utile, gli studiosi ci dicono anche che fa bene alla salute!!”.
Quale sarà lo sviluppo futuro di questo progetto?
“Noi pensavamo di chiudere il comitato con il fischio finale degli arbitri sabato 12 settembre. Poi tutti ci dicono di continuare, forse il modo di essere utili al basket riminese può essere proprio questo, un evento annuale che ricordi a tutti gli sportivi le radici, le nostre radici. Abbiamo già ottenuto la possibilità da parte della Marr di usare il marchio per le iniziative rifacendoci allo sponsor di allora. Ci prepariamo a pensare ad un appuntamento annuale e, conoscendo mio figlio Nicola, so già che non sarà soltanto una rimpatriata al Pic Nic”.

Insomma l’impressione è che il comitato Marr Superstar possa essere utile al basket riminese.
Questo giornale che di riminesità è il depositario è pronto a fare la sua parte, all’ormai riminese D.O.C. Bucci è stato servito l’assist, speriamo che il grande Albertone lo concretizzi.

Luca Ioli

mercoledì 7 ottobre 2009

martedì 6 ottobre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

sabato 3 ottobre 2009

Alberto Bucci parla della partita celebrativa...

Il neopresidente della Società Basket Rimini Crabs, Alberto Bucci, durante la conferenza stampa di giovedì scorso, 1° ottobre, ha speso alcune bellissime parole anche sulle iniziative promosse dal nostro Comitato...


(...) La chiusura è ancora per Alberto Bucci, che dopo l'assemblea di approvazione del bilancio rileverà la carica di presidente da Adriano Braschi. «La partita dei 25 anni (Marr Superstars ndr) ha dimostrato che a Rimini il fuoco per il basket è ancora vivo e va solo alimentato. Tutto lo staff avrà fiducia e collaborazione, perché le grandi squadre hanno sempre dietro le spalle grandi società. Vogliamo coinvolgere più persone possibili (Riccardo Morandotti ad esempio sarà il nuovo general manager ndr) e parlare con tutta la città. Ci dovrà essere il massimo senso di appartenenza possibile e anche i giocatori dovranno essere ben visibili. Di certo io darò tutto me stesso affinchè questo progetto vada avanti e si realizzi».

Andrea Perari, Corriere Romagna


(...) AL SUO FIANCO Bucci è un vulcano. «E' una cosa bella, importante per Rimini — attacca 'Albertone', 61 anni —. Di recente si è tenuta la partita celebrativa per il 25 ° anniversario della promozione in A1 della Marr. Bene, quella sera ho visto affetto, senso di appartenenza, tanto che al Flaminio si sono ritrovate 2mila persone. Questo significa che sotto arde ancora un fuoco, va solo alimentato. Vogliamo coinvolgere la gente, parlare con la città. Passione, entusiasmo e idee non dovranno mai venire meno».

Alberto Crescentini, Il Resto del Carlino


(...) «Il posto che abbiamo scelto per questa conferenza (il bar - pasticceria Vecchi, ndr) ha un significato preciso, rappresenta quella riminesità e quella passione che ho visto nel match amarcord della Marr Superstar. C'è un fuoco acceso, in questa città, che bisogna solo soffiare e alimentare per farlo di nuovo bruciare: io sono qui dal 1974, e sono orgoglioso di sentirmi riminese".

Matteo Peppucci, La Voce di Romagna

venerdì 2 ottobre 2009

IcaroTV: intervista ad Alberto Bucci



(Intervista rilasciata dal neopresidente dei Crabs, Alberto Bucci, al termine della partita del 12/9).

giovedì 1 ottobre 2009

Amarcord, che Rimini!


UN QUARTO di secolo fa il Basket Rimini viaggiava con al seguito fino a 19 pullman di tifosi più uno sciame di auto, numeri che adesso non si registrano neanche sommando le presenze in trasferta di un'intera stagione. Nel 1984 la Marr Rimini saliva per la prima volta nella sua storia nella massima serie vincendo a sorpresa la A2 con una squadra di modesto talento, e proprio per questo mai dimenticata. Al punto di essere rimessa assieme a 25 anni di distanza, festeggiata, celebrata con tutti gli onori, persino confrontata con la Rimini di oggi. Altri tempi, paragoni impossibili, a maggior ragione su una piazza come Rimini da sempre distratta da mille altre forme di intrattenimento. Ma il successo dell'operazione Marr-25 fa pensare: certe imprese, quando sono frutto di sforzi generosi e di radicamento sul territorio, entrano nell'immaginario collettivo e diventano immortali. Oggi invece tutto si brucia in fretta.

Un comitato spontaneo di tifosi ha organizzato nei dettagli la festa e solo in un secondo momento ha avuto l'appoggio dei Crabs. La società ci ha aggiunto un'amichevole, e di lusso, con i vecchi rivali di Pesaro, tra l'altro prima uscita interna di Myers dopo il ritorno a casa. Il tutto si è trasformato in una specie di giornata dell'orgoglio riminese, di questi tempi già solleticato dalla nuova supercoppia Myers-Scarone, i due giocatori più significativi passati per Rimini negli ultimi due decenni. Eppure Crabs-Scavolini è rimasto l'evento di contorno, mentre il clou è stato la partita dei cinquantenni della Marr 83/84, sovrappeso e spelacchiati, ma applauditissimi. Hanno giocato (e perso, ma di poco, e l'età giocava a favore degli avversari) contro una selezione di all-star riminesi, tra i quali alcuni ex idoli biancorossi degli anni 80 e 90, con gli stessi Carlton & German a fare una comparsata. Ma il pubblico che ha quasi riempito il vecchio Flaminio - una partita del genere non si poteva certo fare in un palazzo freddo e moderno come il 105 Stadium - si è apertamente schierato con i vecchi, facendo anche risuonare lo slogan più gettonato dell'epoca: «Marr-Marr-Superstar!».
I ragazzi di 25 anni fa c'erano tutti, emozionati ed orgogliosi. A cominciare dagli americani, il bianco Gig Sims e il centrone Ernst Wansley, visto anche a Torino, Forlì e Pescara. È lui il protagonista di uno dei più gustosi tra i tantissimi aneddoti citati dal bel libro celebrativo "I ragazzi che fecero l'impresa" (per informazioni www.marr25.org); quando Earl Williams, truce centro-boa della Fortitudo, lo minacciò con un "I have a gun", ho una pistola, Ernestone non fece una piega, per nulla intimorito indicò le sue parti basse e rispose "me too", anch'io... Poi c'era lo staff al completo, coach Piero Pasini e il suo vice Luca Dalmonte, che all'epoca aveva 21 anni, con la polo della Scavolini ancora addosso. C'erano gli altri tre del quintetto base, Maurizio Benatti con gli occhiali, Giorgio Cecchini e Giorgio Ottaviani, e tutti quelli della panchina: Danilo Terenzi che giochicchia ancora nel campionato sanmarinese, Umberto Coppari, Vinicio Mossali, Stefano Brighi, Paolo Paci fino a Luca Ioli, il decimo uomo che segnò il libero della promozione, contro la Fortitudo. Mancava solo il dodicesimo, Sandro Angeli, perché è l'unico ancora in attività, anche se ha 44 anni. Ma c'era - in panchina per gli all-star accanto ad Alberto Bucci - suo cugino Mauro Morri, festeggiatissimo alla prima apparizione pubblica dopo il terribile incidente in moto di giugno nel quale se l'è vista bruttissima ma si è miracolosamente ripreso.
È stato insomma un riuscito amarcord, quest'ultima è una parola che - guarda caso - è entrata nel lessico comune grazie ad un riminese doc, Federico Fellini... Iniziative di questo genere negli ultimi anni hanno avuto successo un po' in tutta italia, segno che forse il basket dei tempi andati piaceva più di quello di oggi, o forse per semplice nostalgia del passato da parte di chi non è più giovanissimo. Il caso della Marr '84 però è particolare: quella squadra dimostrò che anche Rimini si può infiammare per il basket. Anche se tutto è cambiato, tocca a Myers e Scarone provare a fare lo stesso.

Enrico Schiavina

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