venerdì 31 luglio 2009

... ricordi di quell'annata fantastica

Be’, innanzitutto complimenti a tutte le persone che stanno lavorando a questo evento che farà rivivere momenti felici a tutti gli appassionati di pallacanestro riminesi. Bravi davvero !
Sono passati già 25 anni………… da quella meravigliosa cavalcata, ma il ricordo è ancora vivo nei miei pensieri non solo per il risultato finale ma soprattutto perchè quell’anno, conobbi, per la prima volta volta nella mia vita, un giocatore di basket americano in carne e ossa: il grande Gig Sims.
Mi sembra ieri …… quando lo incontrai in sala giochi nel centro di Rimini...da lì ad invitarlo a cena tutti i lunedi sera il passo fu poi breve.
Ricordo bene, le serate passate assieme davanti ai video giochi con questo mio nuovo amico non le dimenticherò mai. Penso che anche la mia famiglia visse un inverno un pò diverso, visto che l'amico dei propri figli non era il solito bambino ma bensì questo gigante biondo.
Il suo ricordo rimase vivo nella mia famiglia, al di là dell’affetto, delle telefonate e di qualche lettera anche grazie anche al gattone Whisky che ci regalò Gig prima di partire….. e che stazionò in casa dei miei genitori per oltre 15 anni….
Ancora grazie per questa magnifica serata che state organizzando, sarà sicuramente un successo.

Bibo Fontana

Pasini ha fatto nascere un Rimini da promozione.

Quando Piero Pasini quest’estate accettò l’offerta di allenare la Marr Rimini, dopo uno scudetto e una Coppa Campioni femminile con lo Zolu di Vicenza, furono in molti a commentare che era il Vasco Rossi della pallacanestro, quello di “voglio una vita spericolata” vista l’inconsistenza della formazione romagnola. Ma la realtà è un’altra: Piero Pasini, romagnolo puro sangue (il piacere per la vita glielo si legge in viso) è uno di quegli uomini che ha vissuto sulla propria pelle quelle impossibili partite a scacchi con la morte. Ha perso la moglie per leucemia ed ha una bambina da accudire.
«Avevo avuto altre offerte - dice Pasini - ma volevo vivere meglio il rapporto con mia figlia, volevo essere padre, come ora cerco di esserlo, e non quello che per due ore la settimana, il lunedì, vizia il proprio figlio. Questa possibilità me l’ha data Rimini».
«Ma questo Rimini che da anni vende e non compra, lasciava perplessi».
«Devo dire che il discorso con i dirigenti riminesi è stato molto chiaro: m’hanno detto che dovevano vendere Terenzi perché dovevano ripianare un buco di 350 milioni e mi hanno anche illustrato quelle che potevano essere le prospettive. M’hanno chiesto di fare i salti mortali ed io ho risposto “va bene”. L’importante in queste cose è di essere chiari, e loro lo sono stati».
«Cos’é la società Rimini dopo la morte di Zavatta, il presidente dell’etò dell’oro?»
«È una società senza megalomanie, che vive la propria realtà con i piedi ben saldi per terra».
«A questo punto del campionato, con sette vittorie di fila, a Rimini si parla di A-1. Come risponde la dirigenza?»
«Ho presentato una relazione sulle qualità e peculiarità della squadra. Ora spetterà loro prendere delle decisioni in caso di promozione».
«Cosa manca a questa Marr per un campionato di A-1?»
«Certamente un buon lungo italiano».
«Se entrasse in Società un uomo della potenza economica di Piero Amati, il Rimini diventerebbe grande?»
«Non credo. A Rimini mancano le infrastrutture di una grande società e solo ora si sta cercando di aprire questa porta. Comprare un giocatore della Nazionale non risolve i problemi alla radice».
«Il segreto di questo Rimini?»
«Si allenano tutti divertendosi. È un gruppo molto omogeneo e tutti sono amici. Prima della partita con le Cantine Riunite, tanto per fare un esempio, abbiamo fatto anche aerobic-dance»
«Hai giocatori provenienti dalla B (Cecchini e Ottaviani) scarti della Berloni (Wansley e Benatti) e Sims un americano che ti ha lasciato molto perplesso agli inizi. La Marr è in pista per l’A-1, qualcuno ha sbagliato tutto nelle valutazioni, o Pasini è un genio?»
«Per usare un paragone difficile, sono per il concetto della maieutica socratica: sono cioé una levatrice, aiuto a nascere, ma se il bimbo è bello non ho particolari meriti. Dico solo questo».
«È difficile fare l’allenatore?»
«In Italia molto, perché tutti i giorni si ha a che fare con dieci realtà diverse e con ognuno devi essere confessore, madre e soprattutto aver sempre il carisma del padre. Sono del parere che gli allenatori italiani sono i migliori d’Europa e non capisco come dei miei colleghi abbiano potuto caldeggiare allenatori stranieri».
«Cosa vale di più: una Coppa dei Campioni con la Zolu Vicenza o sette vittorie con il Rimini?»
«Sette vittorie con il Rimini, anche se sotto il profilo professionale l’aver allenato una formazione come la Zolu, mi ha dato modo di effettuare esperimenti tecnici altrimenti impossibili».
«Cos’é la notorietà?»
«Un sacco di cenere, cosa negativa, ma soprattutto l’arrivare il martedì mattina agli allenamenti con il sorriso sulle labbra».
«Il “maestro”?»
«De Sisti».
«La formazione, la coscienza di poter diventare...»
«Vigevano, che poi è Milano. Si viveva la pallacanestro nella totalità più completa, tutti insieme (allenatori...), appassionatamente».

Maurizio Gennari, 26 gennaio 1984

giovedì 30 luglio 2009

Le squadre ai raggi X

MARR: Probabilmente è la squadra è la squadra che ha messo in mostra il miglior basket della A/2. Bravo Pasini! Ha anche avuto il miglior play della “Green Division”, Benatti, e la miglior coppia di esterni dietro (Benatti e Cecchini). Squadra ben allenata, ha iniziato maluccio, cominciando però appresso un “crescendo rossiniano” durato fino alla fine. Wansley - come al solito - è stato alterno in attacco, ma un sicurezza in difesa ed il compatriota Sims onestissimo (al di là delle critiche) come rimbalzista e stoppatore. Da sotto per gli attacchi avversari è stata dura giocare decentemente. Bene il contropiede ed il gioco ragionato. Dal cilindro, poi, è uscito Ottaviani, neofita “killer” per l’A/2.

Massimo Zighetti, 10 maggio 1984

mercoledì 29 luglio 2009

20 dicembre 1983

"Aspettando i Marr Days", 29 luglio 2009

Il Comitato Organizzatore è lieto di annunciare che la società Basket Rimini Crabs patrocinerà l’evento sportivo celebrativo in programma il prossimo settembre.

Il Comitato auspicava la presenza ufficiale, tra i partner dell’evento, dell’organismo che rappresenta storicamente il fenomeno cestistico riminese: in questo modo, infatti, il filo rosso che collega il luminoso passato che andiamo a ricordare e gli obiettivi futuri del movimento cittadino troverà degna continuità e un protagonista partecipe e appassionato.

La collaborazione ha infatti già prodotto i primi frutti: sabato 12 settembre, prima della partita Marr 1983/84-Basket Rimini All Stars si giocherà sempre al “Flaminio” Crabs-Scavolini Spar Pesaro, semifinale del torneo quadrangolare di Jesi. Una ghiotta occasione per stuzzicare, con un “succosissimo aperitivo”, lo spirito cestistico che alberga in tutti gli sportivi riminesi in attesa dell’evento-clou serale.

martedì 28 luglio 2009

25 aprile 1984

Il festival di “San Remni”

Rimini è stata la “capitale dei tornei estivi”. Molti li hanno vissuti, anche fra i giornalisti che ora vanno per la maggiore (da Menichelli ad Ercole, tanto per fare due nomi). Secondo il mio modestissimo parere, chi non ha frequentato i grandi tornei estivi, ha una grossa lacuna nella propria conoscenza del basket: non soltanto il livello tecnico delle partite (spesso di gran lunga superiore a quello di alcuni odierni incontri di Coppa dei Campioni), ma soprattutto per l’incredibile “rabies” agonistica che era il minimo comun denominatore di essi. Ma non è di questo che oggi voglio parlare. Oggi voglio dire che Rimini in realtà non... esiste. Tutti, anche i turisti tedeschi, sanno bene che si dice “Remni”. I frequentatori dei tornei estivi, che a “Rémni” avevano una delle tappe di maggior attrazione, lo sanno perfettamente. Chi dice Rimini, italiano o teutonico che sia, è decisamente “out”.

Orbene, questa “Rémni” ha fatto faville. Ha saputo resistere alla tentazione di cambiare un americano (e su questo argomento c’é un articolo di Guido Ercole a pag. 19). Aveva avuto molte tentazioni. Pubblichiamo anche una foto di vecchi indiani “cheyennes”, spiegando nella dicitura che si trattava di un gruppo “di free agents” in attesa di essere visionati da Rimini per sostituire Sims. Sta di fatto che questa “Rémni” ha chiuso un festival mica da ridere con una impressionante striscia vincente. Aveva preso un buon allenatore, ma aveva dovuto fare la cessionaria a livello giocatore. Ha liquidato Zampolini, poi Vecchiato, poi Terenzi. Eppure ha fatto il “Festival di San Rémni”. Di fronte al quale l’altro, quello strombazzatissimo di San Remo, è roba da ridere. Voglio ricordarlo adesso che si è rocambolambolescamente chiuso, ad opera di una squadra forse risorgente.

Aldo Giordani, 16 febbraio 1984

lunedì 27 luglio 2009

28 marzo 1984

Ernest Wansley ricorda...

Che squadra! Avevamo uno schema, mi sembra fosse il “numero 2”: io andavo in post alto, Benatti mi dava la palla... che io rigiravo a Cecchini.

Erano sempre, sempre due punti! Ormai gli avversari conoscevano perfettamente quel movimento, se l’aspettavano, ma l’azione era talmente perfetta e veloce che il risultato era garantito.

E poi mi piaceva giocare con Gig: era un grande saltatore, un eccellente stoppatore... quell’anno aveva avuto qualche problema ma era riuscito ad affrontarlo, a rilassarsi, a riprendersi e a tornare ad alti livelli...

(continua)

giovedì 23 luglio 2009

Apre le danze... Crabs-Scavolini!

Sabato 12 settembre, al palasport Flaminio, prima della "partitissima" del venticinquennale tra MARR1984 e Rimini All Stars, si giocherà Crabs Basket Rimini contro Scavolini Spar Pesaro, seminfinale del torneo jesino al quale partecipano anche Fileni Bpa e Montegranaro.

La vincente dell'incontro giocherà la finale il giorno successivo, domenica 13 settembre 2009, al PalaTriccoli di Jesi.

Il Comitato è lietissimo di poter ulteriormente celebrare, attraverso l'incontro tra due compagini "storiche" di grande seguito popolare, una giornata interamente dedicata alla memoria cestistica cittadina, nella quale ha certamente giocato una parte importante anche il confronto storico e sportivo con una 'piazza' importante come Pesaro.

Ovviamente il Comitato Organizzatore auspica che i tifosi pesaresi, da sempre attivi e particolarmente sensibili al fenomeno cestistico, vogliano sportivamente aggregarsi alla festa serale dedicata alla pallacanestro di tanti anni fa.

mercoledì 22 luglio 2009

"Via Sims ne arriva uno meglio?"

Era un pomeriggio di settembre. I guai di Rimini probabilmente iniziano mentre stava morendo la stagione turistica. Gig Sims, biglietto da visita con marchio UCLA si frattura un polso e la compattezza del manipolo di guastatori che Piero Pasini stava preparando andrà a farsi benedire. L’americano perde tutta la rifinitura della preparazione pre-campionato, fondamentale quando un nuovo allenatore regala ai suoi giocatori quella che si suole chiamare la sua filosofia. Sims non riuscirà più ad ambientarsi in una squadra che gioca in maniera più metodica di quella dello scorso campionato e che soprattutto deve difendere di più. Una, due, tre prove d’appello, poi al terzo trenta per cento al tiro in una squadra che da lui abbisogna di punti più che mai, cominciò a serpeggiare il malumore. Peccato, ma adesso? Facile dire che bisogna trovare di meglio, ma dove? Se anche ci fosse qualche buon giocatore libero bisognerebbe comunque battere una concorrenza che stacca assegni a man salva. L’interessamento principale era in direzione di Harry Kelly, il bombardiere di colore che ha segnato più di chiunque altro in USA negli ultimi quattro anni a livello universitario. Pasini avrebbe dovuto cambiare assetto inserendo un’ala tiratrice al posto di un power forward tradizionale, ma l’ex Texas Southern ad un certo punto è sembrava preferire un pugno di dollari targati Ohio Mixers, una squadra della CBA. Adesso il problema del nuovo americano è daccapo di strettissima attualità, tanto stretta che non stupitevi se Sims rimarrà sul Marecchia ancora un po’ con qualche speranza di estirpare una riconferma. Nella ridda di nomi non è facile orientarsi, ma si confida in un aiuto tra romagnoli che comunque al momento è più che mai a livello di ipotesi. Rimane il fatto che la sfida di Pasini resta un’incompiuta. Si volle andare controcorrente affrontando una A-2 dove l’imperativo categorico richiede cinquanta punti dai foresti d’oltre oceano ed un atteggiamento di squadra che non privilegia certo la difesa.
Con il Sims deludente di cui s’é detto, forse non si potrà mai sapere se Pasini aveva visto giusto. La squadra si allena bene ma in trasferta si è sempre andati sotto di venti prima ancora di aver capito con chi s’aveva a che fare. Wansley sta giocando come voleva chi lo ha scelto, tra l’altro ancora cinto di lauro continentale, ma di punti ne segna pochini. Cecchini ha azzeccato un paio di partitoni e ha risolto tra l’altro la gara che si poté vedere in televisione, dove almeno si seppe cosa produceva quel signore che ha fatto smettere di chiamare Terenzi Basket Club la società di Carasso e Cervellini. Ma non è detto che non si possa risalire anche perché - parliamoci chiaro - non che in A-2 si viaggi con gli off-shores e la situazione è ancora molto fluida. Ora che lo sponsor si fa sentire, ci sono anche gli argomenti per convincere i Quercia (chissà poi perché è uscito questo nome?) a giocare ancora in serie A. Fosse arrivato un tipo del genere con tutta probabilità adesso staremmo facendo tutt’altro tipo di discorsi.

24 novembre 1983

lunedì 20 luglio 2009

Metti una sera a cena con la Marr

RIMINI. La macchina organizzativa di "Marr Superstar 25, 1984-2009" prosegue a ritmo spedito in vista del grande appuntamento di sabato 12 settembre (ore 20.30) quando al Flaminio torneranno in campo gli "eroi" della storica promozione in A1.

E mentre la stesura del libro celebrativo è agli sgoccioli, a due mesi dall'evento ogni occasione è buona per avvicinarsi nel modo migliore. Anche una cena tra amici, rigorosamente al Pic Nic, davanti a un buon risotto e alcune caraffe di birra, sotto lo sguardo attento della Gambetti-family, cuore pulsante del comitato organizzatore (tradotto, tifosissimi) di questo atteso appuntamento. A fare "gli onori di casa" Maurizio Benatti, da quasi trent'anni in riva all'Adriatico, assieme a lui, l'altra sera come sul parquet, Giorgio Cecchini e inoltre Umberto Coppari e Stefano Brighi, allora i cambi degli americani, quindi gente che doveva sgomitare tanto in allenamento pur vedendo il campo col binocolo. «Finalmente posso festeggiare nuovamente in campo quella promozione - dice Cecchini - ho fatto un revival a Osimo, Pescara, Cavriago, dove mi sono spaccato tutto, mancava solo Rimini e sono stato felicissimo di raccogliere l'invito per questo amarcord». Cecchini e il basket? «Quando ho chiuso la carriera mi sono allontanato, adesso ho ripreso, gioco a Pesaro il venerdì sera con gli amici, il problema per loro è che io volo in contropiede e non mi prendono mai». Dove è la novità?
Risate con Benatti quando ricordano la serie infinita di stoppate subite dai mori napoletani Johnson e Woods («ma la più clamorosa me la rifilò Joe Barry Carroll», dice Cecchini) e a proposito di pivottoni, il nome più ricorrente è quello di Ernesto. «Wansley era una montagna - ricorda Brighi - lo dovevo marcare io in palestra, erano dolori sotto tutti i punti di vista. Quella promozione non si potrà dimenticare, soprattutto per chi come me ha fatto tutta la trafila nelle giovanili del Basket Rimini e ho avuto la fortuna di giocare sotto la guida di gente come Bucci, Taurisano, Pasini». Ancora Ernestone va di moda, ai suoi ex compagni brillano gli occhi quando ricordano i 35 di Wansley (una rarità) a Ferrara, forse la vittoria decisiva (99-100) per l'A1. «Ottaviani aveva tre falli - dice Coppari - Mossali non convinse Pasini (beh, il Topone usò altri termini, ndr) che nell'intervallo mi disse che mi avrebbe utilizzato da "3". Io chiesi in fretta a Luca Dalmonte gli schemi da ala che non conoscevo e pur non imparandone neanche uno, entrai senza paura piazzando tre canestri da fuori. All'inzio della stagione il ct azzurro Gamba alla Domenica Sportiva ci inserì tra le retrocesse sicure e mia mamma mi disse: «Ma dove sei andato a giocare?». Felice di averne smentiti tanti.

Carlo Ravegnani, 17 luglio 2009

venerdì 17 luglio 2009

Patrocinio Basket Rimini Crabs!

Il Comitato "Marr Superstar 25" è lieto di annunciare il patrocinio ufficiale della società Basket Rimini Crabs alle celebrazioni organizzate per il prossimo mese di settembre.

Ringraziamo Renzo Vecchiato e Massimiliano Manduchi per aver condiviso il nostro entusiasmo e aver offerto la massima collaborazione nella risoluzione delle mille problematiche... legate soprattutto alla logistica e allo svolgimento tecnico dell'evento.

Stefano Brighi ricorda...

Da ragazzino ero letteralmente innamorato degli Stati Uniti e di tutto ciò che riguardava l’America: ad esempio seguivo con passione il baseball, che a Rimini mieteva successi.

Avevo addirittura iniziato a giocare a basket proprio perché era uno sport “americano” e, di conseguenza, parlavo discretamente l’inglese. Quindi, a 17 anni mi fecero esordire in prima squadra (Sarila) e la mia capacità di interfacciarmi in lingua straniera fece sì che fossi il compagno privilegiato dei giocatori d’oltreoceano (dal povero Mitchell a Mark Crow, da Collins al mitico Otis Howard, dei quali conservo degli aneddoti indimenticabili).

Quell’anno, invece, c’erano Ernesto e Gig...

(continua)

giovedì 16 luglio 2009

Metti, una sera a cena...

Ieri sera, quattro "ragazzi di belle speranze" si sono reincontrati, dopo più di venti anni, laddove si erano lasciati: presso il mitico ristorante "Pic Nic" di Maurizio e Berto, da sempre sede secondaria del Basket Rimini.

Maurizio Benatti, Giorgio Cecchini, Umberto Coppari e Stefano Brighi, su "provocazione" del nostro Comitato, hanno approfittato della bella serata per raccontarsi e, soprattutto, raccontarci una serie di episodi e aneddoti in libertà, alcuni decisamente irresistibili (e... pubblicamente inenarrabili!).

Il Comitato ringrazia i ragazzi per la squisita disponibilità, auspicando che i prossimi appuntamenti rispecchino questa infinita voglia di prendersi in giro nel ripensare, con il sorriso sulle labbra e tanta sportività, agli anni che sì passano... mentre le amicizie - ne abbiamo avuto piena e inequivocabile conferma - restano.

mercoledì 15 luglio 2009

"Aspettando i Marr Days", 15 luglio 2009

È stata quasi completamente delineata anche la squadra che il 12 settembre 2009 affronterà, al Palasport “Flaminio”, la MARR 1983-84. Questi i giocatori che sino ad oggi, con estrema passione e grande amicizia, hanno dato la propria disponibilità: Fabrizio "Bibo" Fontana, German Scarone, Carlton Myers, Matteo Benzi, Fabrizio Ambrassa, Maurizio Ferro, Alessandro Cancian, Alex Righetti, Massimiliano Angelini, Massimo Ruggeri, Silvano Dal Seno, Tommaso Rinaldi, Juri Altini, Roberto "Bob" Terenzi e Renzo Semprini. Ovviamente alcuni di loro, tuttora in piena attività professionistica (tra i quali spicca il neoconvocato in Nazionale, Tommy Rinaldi), valuteranno sino all’ultimo l’opportunità di partecipare, anche e soprattutto sulla base degli impegni agonistici del momento.

Il rilancio affidato ad un coach extra, Pasini

È stato l’allenatore di basket più vincente in Europa, nel 1983. Piero Pasini, romagnolo di Forlimpopoli, forse il solo coach italiano ad avere un club di tifosi tutto per lui, è l’uomo che ha proiettato sulla scena internazionale la luce della “stella” Zolu. Alla guida della squadra femminile vicentina, Piero Pasini ha vinto campionato e Coppa dei Campioni come “top” di una stagione esaltante contrassegnata da 39 vittorie e appena 7 sconfitte. Il coach che neppure quattro mesi fa cavalcava la tigre del successo, ha chiuso a chiave in un cassetto la gloria e ha scelto di indossare gli abiti umili di un club maschile di serie A.2 che più non può, e non vuole, pavoneggiarsi con programmi ambiziosi. Ora, semplicemente, Rimini chiede fiducia e simpatia per interpretare in tranquillità un campionato decoroso.
Pasini sa di rischiare con questo Basket Rimini che appare tutt’altro che forte, ma l’allenatore ha sangue romagnolo nelle vene e da uomo orgoglioso accetta la barricata.
Sa di essere destinato a soffrire, nella prossima stagione agonistica. «E sono pronto a farlo, con la convinzione tuttavia che questa squadra saprà ben comportarsi e offrirà delle soddisfazioni agli sportivi di Rimini».
Conosciamo Pasini, lo spessore dell’uomo, la sua schiettezza, la sua onestà e sappiamo che, anche nei momenti più difficili, non rimpiangerà mai d’aver lasciato il “paradiso” dello Zolu.
«L’esperienza nella femminile, e a Vicenza, è stata stupenda e credo che, a quel livello, farebbe bene a molti allenatori».
Pasini porterà Vicenza per sempre nel cuore, ma necessità familiari lo hanno sollecitato ad interrompere il felice rapporto con lo Zolu e a tornare (dopo dieci anni) in Romagna. Ha fatto questa scelta per amore di Monica, la figlioletta che adesso ha sette anni e che, crescendo, più bisogno di avere vicino il suo papà. La mamma è morta qualche anno fa.
Il destino ha segnato presto la vita di Piero Pasini: allenava a Brindisi, nel 1980, quando rimase solo, all’improvviso, con la sua figlioletta. Da allora Monica ha vissuto con i nonni, mentre la professione di coach portava suo padre in giro per l’Italia e per l’Europa. “Papà, tu vuoi più bene alla pallacanestro che a me...”, sussurrò Monica qualche tempo fa. Quella frase, così intensa nella sua ingenuità, ha determinato la scelta di Piero Pasini che non ha esitato a rinunciare alla squadra Campione d’Europa pur di tornare nella natia Romagna e stare accanto alla figlia. Ha così accettato le offerte riminesi. Qui ha trovato una squadra modesta (ma che con l’entusiasmo e con una buona programmazione di lavoro può diventare decisamente valida) e, purtroppo, una società senza sponsor.
Strano, veramente strano: Rimini capitale del turismo, Rimini con la sua vita variopinta e la maestosa struttura alberghiera. Rimini con i suoi operatori turistici, discoteche, luci psichedeliche e leggendari locali notturni, è città che non riesce ad assicurare un appoggio economico, un semplice aiuto, ad una squadra che dovrebbe essere l’immagine della città. Rimini è improvvisamente diventata insensibile? Come sembrano lontani i tempi della Sarila, della Sacramora, degli importanti imprenditori e dei grandi giocatori! Erano gli anni di uomini come Franco Zavatta e Migani, erano gli anni di campioni come Howard, Zampolini, Vecchiato, Francescatto: propositi bellicosi, dimensione da voli pindarici, ecco il basket riminese di qualche anno fa, ma furono i tempi della grande illusione. Rimini non seppe gestire tanta fortuna, Rimini non è riuscita a decollare ed ha fallito laddove invece Forlì ha fatto centro perché è riuscita dal punto di vista societario a far quadrare meglio i conti.
Adesso il basket riminese non naviga più nell’oro, ma l’attuale società ha capito la lezione del passato. La volontà non manca, e neppure l’entusiasmo. Commenta Pasini: “Ora si tratat di trovare un filo conduttore comune fra città, industrie e pubblico in modo che vengano convogliate su questa squadra le giuste ambizioni di una città come Rimini. I ragazzi riminesi si tuffano nella pallacanestro: è l’entusiasmo di tanti giovani che chiedono sport la molla che spinge il Basket Rimini a lavorare sempre con maggiore professionalità”.

Maurizio Roveri, 3 settembre 1983

martedì 14 luglio 2009

"Profeta in patria"

La Marr si era presentata al via con un nuovo allenatore, Pasini, con una nuova «ala», Ottaviani e con un nuovo pivot, Wansley. E le novità, diversamente da quanto si potrebbe credere, non le pagarono solo gli ultimi arrivati ma anche i «vecchi». È quello che potrebbe essere successo a Sims che nelle prime partite di campionato, offrì un rendimento sconcertante specie se rapportato a quello della passata stagione, solo parzialmente giustificabile con l’infortunio allo scafoide subito in pre-campionato. E visto che anche Wansley mancò clamorosamente in qualche partita, la Marr si è vista sfuggire, soprattutto in trasferta, partite che altrimenti avrebbe potuto se non altro giocare in ben altra maniera.

Cecchini, Benatti ed anche Ottaviani, dopo le iniziali difficoltà di ambientamento all’A2, hanno offerto un rendimento molto buono facendosi carico in attacco anche delle incombenze offensive troppo spesso trascurate da Wansley e Sims. Mossali, come sesto uomo, si è sempre fatto apprezzare per le sue doti di difensore mentre Brighi, Paci e Joli sono stati costretti a scalpitare in panchina perché con gli italiani che vanno a mille è difficile trovare il posto in squadra. Dopo essere rimasta per qualche giornata sul brutto tempo la lancetta del barometro della Marr si è ora definitivamente spostata sul bello. A far salire la pressione sull’Adriatico ci hanno pensato Sims e Wansley che, proprio nelle ultime partite, hanno ricominciato a parlare in americano finalmente anche sul parquet. Ed ai primi cenni di risveglio degli stranieri sono subito arrivate le vittorie.

Per finire due parole anche su Pasini. È un romagnolo in Romagna e forse per questo il più adatto a capire il pubblico riminese, istintivo e appassionato ma anche smaliziato e diffidente. Sinora tecnicamente ha dato alla Marr un bel gioco ed anche una grande difesa. Potrebbe, a dispetto del proverbio, diventare profeta in patria.

Stefano Muccioli, 12 gennaio 1984

sabato 11 luglio 2009

"Basket Rimini All Stars"

Si comincia a delineare, più o meno definitivamente, la squadra che il 12 settembre prossimo scenderà sul campo al "Flaminio" per affrontare la MARR 1983-84.

Questa la formazione:

- Fabrizio "Bibo" Fontana
- German Scarone
- Carlton Myers*
- Matteo Benzi*
- Fabrizio Ambrassa
- Maurizio Ferro
- Alessandro Cancian
- Alex Righetti*
- Massimiliano Angelini
- Massimo Ruggeri*
- Silvano Dal Seno
- Tommaso Rinaldi*
- Juri Altini
- Roberto "Bob" Terenzi
- Renzo Semprini

Allenatori: Alberto Bucci e Piero Bucchi*

Il Comitato Organizzatore, oltre a ringraziare pubblicamente i giocatori per l'amichevole partecipazione, sottolinea come la rappresentativa scelta e convocata voglia sintetizzare al meglio gli ultimi venticinque anni di storia cestistica locale, affiancando a personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria degli appassionati coloro che - spesso esordienti - hanno alimentato il vivaio giovanile e raggiunto straordinari obiettivi con la società riminese, spesso portandola alla promozione in una massima serie.

(*) salvo sovrapposizione di impegni agonistici ufficiali

martedì 7 luglio 2009

La vita è sorprendente...

La vita è sorprendente e gli episodi di essa altrettanto.
La cavalcata verso la “vecchia” A1 della Marr è un’episodio, un periodo della mia infanzia che ho sempre ricordato con affetto e se vogliamo emozione.
Gig Sims un giocatore che ho amato nel suo modo semplice di giocare e Benatti, un giocatore che nei miei “ridicoli” tentativi di diventare un giocatore ho cercato di imitare (il tiro giusto, la chiamata di schema perfetta, la difesa più appropriata e l’assist al “bacio” per il compagno smarcato e tanto, tanto carisma e cervello….).
Ma non è di questo che volevo “raccontare”.
Volevo raccontare di quel periodo, dell’emozione che ha lasciato in tutti e della marea di amici e conoscenti che ho riscoperto appena è stato dato il kick off a questa fantastica e pazza idea che passo, passo sta diventando realtà, restituendo soprattutto a quegli eroi, perché è giusto chiamarli così, la giusta collocazione negli annali ed il tributo che meritano.
Ho ritrovato nelle parole degli amici e conoscenti, quelle emozioni e quell’ammirazione per un periodo ed un campionato che tutta la città ha vissuto in un coro unico è un piacere ascoltare le parole ed i racconti di tutti, perché questo è il bello, tutti hanno un racconto ed un ricordo indelebile di quel periodo che ti vogliono raccontare.
Ho ritrovato anche un’amico, Nicola Gambetti, che è il motore di quest’iniziativa insieme a suo padre Teto, che di questo comitato è il Presidente.
Ed è loro che principalmente rivolgo queste parole, che vogliono essere un ringraziamento ed uno stimolo, perché se quest’impresa si sta tramutando in realtà un poco alla volta ed un passo alla volta è grazie al loro impegno che hanno messo a fuoco la strada, tracciato la linea e camminato forte verso l’obbiettivo che inizia ad intravvedersi.
Loro hanno messo quest’iniziativa davanti ai loro impegni professionali ed al loro tempo libero, coinvolgendo tutti noi, le istituzioni, gli sponsor e le persone verso quest’impresa che inizia a delinearsi e che inizia a rimbalzare qua e la per la città !!!
Chissà che non sia solo l’inizio …. di qualcosa di più importante per la nostra pallacanestro !!

Cristiano Fontana

A confronto un anno dopo

Anche il ritmo dell’A2 che - come tutti sanno - fornisce gran parte dei giocatori impegnati nella tournée statunitense, è stato spezzato dalla Nazionale. Se non altro la sosta giova a chi non ha ancora trovato il passo giusto, a chi deve meditare sui primi errori commessi con la certezza di non commetterne per almeno una settimana. Lo stop è l’occasione per un primo bilancio. Dieci squadre che si danno battaglia in green division nell’83 / 84 vi giocavano già l’anno scorso: ecco come ne escono dal raffronto tra le due classifiche dopo i primi duecentoquaranta minuti di gioco. (...)

MARR -2: Wansley è partito un pò in sordina, ancora avvolto dalle nubi di Torino. Ma i riminesi hanno già dovuto affrontare le migliori della classe, Parmalat in casa, Benetton, Riunite e Italcable fuori. Quando l’avversario è stato alla loro portata, i romagnoli non hanno fallito e anche l’Ernestone si è avviato decisamente sulla via del riscatto, segnando con continuità. Bene Cecchini e Benatti. Vittorie esterne nessuna, sconfitte in casa: 1 (contro la Parmalat). Differenza canestri: -10.

Renato Botto, 24 novembre 1983

28 dicembre 1983

lunedì 6 luglio 2009

L'ALL-STAR dei sottovalutati

(...) Giorgio Cecchini è una di quelle guardie di cui l’Italia è tradizionalmente ricca. Non molto prestante, un po’ casinista, è però un realizzatore micidiale, uno, per intenderci, che a dispetto dei giudizi dei coaches più schizzinosi i suoi dodici punti li farebbe anche in coppa dei campioni o a Los Angeles. Del resto, anche se è stato scoperto adesso, è tre anni che in “A” viaggia in doppia cifra.

Luca Chiabotti, 2 febbraio 1984

Massimiliano Manduchi scrive...

A quei tempi i tifosi "vecchi", come la cricca di mio babbo, avevano un'usanza meravigliosa: quando si vinceva bene si alzavano in piedi e cominciavano ad intonare con finta aria solenne in direzione della curva avversaria il canto di chiesa "per i miseri".

"Per i miseri imploro perdono,
per i miseri imploro pietà..."

In particolare me lo ricordo dopo una gara contro la Succhi G di Ferrara di John Ebeling.
Per la cronaca, poco più che decenne, stavo seduto sui gradini, perché sugli spalti non c'era posto...

Massimiliano Manduchi

venerdì 3 luglio 2009

Luca Dalmonte ricorda...

Oggi si usano le metafore, le citazioni, gli aforismi. Si scomodano letterati e filosofi.

Ma chi incontrò quei ragazzi, sa che la stagione 1983-1984 della pallacanestro riminese è un vero e proprio trattato su “come un gruppo di giocatori può trasformarsi in squadra”, quando una decina di cestisti di medio talento - senza con questo togliere nulla al loro valore, anzi esaltandolo ulteriormente - capì come si potessero raggiungere risultati eccezionali attraverso la forza collettiva.

Solo chi ha conosciuto (o verrà a conoscere oggi, attraverso la sua celebrazione) quella squadra, lo ha recepito pienamente...

(continua)

giovedì 2 luglio 2009

In pillole tutta l'andata

MARR RIMINI (8-7)

QUINTETTO BASE: Benatti, Cecchini, Ottaviani, Sims, Wansley.
PUNTI REALIZZATI DALLO STARTING FIVE: 991 (84,7%)
PUNTI REALIZZATI DALLA “PANCHINA”: 179 (15,3%)
IL PREGIO: la difesa
IL DIFETTO: la scarsa pericolosità degli USA
IL MIGLIORE: Cecchini
LA RISCOPERTA: Ottaviani

Luca Foresti, 26 gennaio 1984

mercoledì 1 luglio 2009

Fabio Chierighini scrive...

Con il passare degli anni si era affievolito il ricordo della Marr.

Leggendo quanto scritto, ho però ricordato "quel campionato". Mi sono ricordato della trsferta a Vigevano, la lunga fila di pulman che entravano in autostrada: io ero su uno dei primi e dal casello si vedevano gli altri ancora sulla superstrada per San Marino. E' stato uno spettacolo!

Mi sono ricordato dei contropiedi di Cecchini...la gran difesa e la mano quadra di Wansley...la grande regia di Benatti...il buon tiro del santarcangiolese Ottaviani...Mossali un mastino in difesa...il bravo Gig.

Avevo cominciato a seguire il basket dall'allora Sacramora, mi sembra 1978-1979, e l'ho fatto fino ai giorni di Carlton, poi gli impegni famigliari mi hanno portato altrove.

Mi ricordo il Flaminio gremito l'inverosimile. Persone sugli scalini ed in piedi in alto...altri tempi. Il tifo assordante...bellissimi ricordi.
Fabio Chierighini

"Aspettando i Marr Days", 1° luglio 2009

Silvano Morosetti era un grande professionista. Giornalista televisivo ma, soprattutto, fotografo di talento, ha documentato con sensibilità e attenzione le grandi passioni dei riminesi, tra le quali spiccavano - ovviamente - quelle sportive e, su tutte, il calcio e la pallacanestro di tanti anni fa.

Proprio le foto - inedite - di Silvano, rintracciate dai figli Elena e Tommaso e scattate al vecchio palasport “Flaminio” durante alcuni memorabili matches, costituiranno l’ossatura del libro “I ragazzi che fecero l’impresa”, dedicato alla cavalcata del Basket Rimini nella magica stagione 1983-1984. Sono scatti di particolare intensità, che ritraggono uno dei momenti più belli di una squadra che coinvolse emotivamente tutta la città. E rappresenta un modo per ricordare anche un professionista vero, venuto a mancare - troppo presto - nel 1990.

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